Ma per guadagnarsi davvero il trofeo quest’ultimo deve riuscire a vincere ben tre corse e solo allora si potrà istituire un nuovo palio e la competizione avrà un nuovo inizio.
L’ORIGINE DEL NOME
Il Palio del Moro nasce dalla necessità di riallacciarsi al mistero legato alle origini di San Mauro.
Stando alla sfera religiosa, il nome “San Mauro” (o “San Moro” come si legge in alcuni documenti) deriva da un frate benedettino considerato come il prediletto di San Benedetto, al quale si sarebbero rivolti gli altri frati per invocare protezione.
Per i frati che giungevano da Badia a Settimo per lavorare nei campi, lavorare e pregare rappresentava una duplice difficoltà. Per la preghiera si trovavano distanti dalla loro Badia mentre nelle mansioni agricole erano davvero sacrificati: proprio da questi loro sacrifici nasceva la loro richiesta di protezione al Santo Mauro e la volontà di erigere una chiesa devota a quel santo protettore. Da qui si sarebbe poi sviluppato l’intero paese.
Altre teorie riguardano lo stemma parlante del luogo, uno scudo in pietra che si trova sulla facciata della chiesa del paese e rappresentante appunto un “moro” ossia un albero di gelso, appartenente alla famiglia delle Moracee, coltivato negli anni per la bachicoltura praticata un tempo anche a San Mauro a livello locale. Esisterebbe anche una terza ipotesi sulla valenza del nome di San Mauro. Lo stemma raffigurante il moro potrebbe essere un riferimento di tipo araldico a vari casati. Queste famiglie avrebbero potuto fare delle donazioni alla chiesa e meritarsi così l’affissione di uno stemma in loro onore sulle pareti della stessa.
IL CORTEO STORICO
La Corsa delle Botti è una manifestazione volta a rievocare le antiche rivalità che durante il Medioevo caratterizzavano piccoli e grandi centri abitativi.
Di questa epoca tuttavia non vi sono testimonianze in riferimento a San Mauro, già comunque importante nella piana fiorentina dal 1430.
Sì è dovuto aspettare il dopoguerra per assistere ad un’iniziativa di tipo goliardico a San Mauro, una corsa intorno al paese in sella a dei muli con un abbigliamento medievale ma che però non ebbe seguito.
Il Palio del Moro vede invece sfilare tanti figuranti con costumi medievali, segni di un legame forte con le attività del territorio, legate ai prodotti della campagna e alla produzione e lavorazione sia della paglia che di tutti i suoi derivati.
I PUNZONATORI
Un ruolo di non poco conto, quello dei punzonatori, visto che consiste nel marchiare anno dopo anno le botti utilizzate per la gara.
ma hanno dato il loro contributo succedendosi alla pratica della punzonatura:
Per punzonare le botti con la stampa dell’anno in corso, per ogni edizione gli addetti ai lavori riscaldano nel fuoco il “timbro” dal lungo manico fino a quando non diventa così rosso ed incandescente da poter incidere il legno.
IL GONFALONIERE
Dal 1992 fino alla sua scomparsa, il Palio del Moro ha avuto sempre un solo gonfaloniere per il giorno della festa.
Il suo nome fu Giuseppe Rossini e portò sempre alto il “cencio” davanti alla folla sfilando per le vie del paese con gli spingitori e i figuranti storici, fino al momento della premiazione, quando il drappo viene finalmente assegnato al rione vincitore del Palio.
IL PERCORSO ATTUALE
Il tragitto ricopre una distanza di 3 km totali. La partenza è in piazza Alimondo Ciampi e da lì la corsa prosegue in via della Chiesa, lungo il primo tratto di via dei Lavatoi, via del Pozzo Rosso e via Nannucci, per tornare sempre in piazza Alimondo Ciampi.
GIRI: 3
SPINGITORI PER RIONE: 6
ALBO D’ORO E I 4 RIONI
Bertesche : I e III Palio del Moro
11 vittorie > 1992,1993,1994,1995,1998
2004,2005,2006,2007,2010,2017
ORIGINE DEL NOME
Ad oggi ancora incerto si pensa possa far riferimento ad un riparo mobile o ad un’impalcatura utilizzata dai soldati in loro difesa durante le battaglie medievali.
COLORE: BIANCO E CELESTE
SIMBOLO: Gelso diviso verticalmente in due metà, una bianca e l’altra azzurra
VIE PRINCIPALI: via Mirto Picchi, Lami, il tratto a sinistra che dall’intersezione di via della Croce con via Picchi arriva a Piazza Aldo Moro e infine la stessa via delle Bertesche
Molino : II e IV Palio del Moro
7 vittorie > 1996,1999
2001,2003,2012,2013,2014
ORIGINE DEL NOME
Il suo nome deriva dall’antica vicinanza con l’antico mulino sul Bisenzio
COLORE : ROSSO
SIMBOLO: lo stemma è bianco con 3 gigli fiorentini rossi sotto ai quali spiccano 3 onde dello stesso colore
VIE PRINCIPALI: Via dei Bassi, via delle Molina, via di San Mauro e del Vecchio Ponte
Santuccio : 5 vittorie > 1997
2000,2002,2015,2016
ORIGINE DEL NOME
La denominazione deriva dalla vecchia magione della famiglia Strozzi, l”Oratorio del Santuccio” che si trova però a Campi Bisenzio
COLORE: ARANCIONE
SIMBOLO: lo stemma è bianco COLORE: ARANCIONE
SIMBOLO: lo stemma è bianco e presenta al centro una fascia con 3 strozze arancioni
VIE PRINCIPALI: via Nannucci, via del Pozzo Rosso, via delle Casacce, via Bruno Catarzi, via dei Lavatoi e via Luca Vangi
Metolo : 4 vittorie > 2008,2009,2018,2019
ORIGINE DEL NOME
Deriva dall’antica via di comunicazione locale
COLORE: BLU
SIMBOLO: lo stemma ha un fondo bianco su cui si nota un caprone sormontato da una striscia, entrambi blu VIE PRINCIPALI: via della Lama, via della Balduccia, via Olinto Fedi, via della Chiesa, via Maestra Ciofi, via del Casone e parte di via della Croc




