Origini ed identità culturale

Panorama Signa

Signa, una comunità immersa tra corsi d’acqua, laghi e campi coltivati, sembra emergere dall’antico bacino lacustre di Firenze come un’isola residuale di bellezze naturali ed artistiche, a testimonianza del suo ruolo nevralgico di crocevia svolto per secoli.

Sia l’Arno che il ponte che lo attraversa, insieme alla vicinanza con la città di Firenze, costituiscono infatti gli elementi principali intorno ai quali si è costruita l’identità della città. Non a caso nello stemma del Comune di Signa compaiono un fiume attraversato da un ponte: simboli incontestati delle vicende cittadine e dello spirito della popolazione signese, dedita al commercio, allo scambio e alla diffusione delle proprie tradizioni, gelosamente conservate e tramandate di generazione in generazione.

Signa, a chi getta uno sguardo attento al suo territorio, non offre infatti solo bellezze naturali, come i suoi numerosi laghi, tra cui emerge quello dei Renai, o le sue colline coltivate a oliveti e vigneti, ma regala anche un ricco repertorio di tradizioni ed usanze storiche e popolari, che ogni anno rivivono in feste, celebrazioni e cerimonie laiche e religiose.

La ricchezza di queste usanze e tradizioni è sicuramente da attribuire alle sue antiche origini. La sua nascita è da far risalire in epoca assai remota, probabilmente etrusca, anche se il primo documento ufficiale in cui si parla di Signa risale al 964, e riguarda la donazione della Pieve di Signa al Capitolo fiorentino da parte di Rambaldo, vescovo di Firenze.

Come già evidenziato, le sue vicende sono strettamente intrecciate a quelle fiorentine: la vicinanza al capoluogo toscano, inizialmente per motivi ecclesiastici e religiosi, in seguito per ragioni strategiche e commerciali, ha caratterizzato fin quasi ai nostri giorni la storia di Signa. A cominciare dagli scontri per il possesso del suo territorio tra la Badia e la potente città di Firenze negli anni Venti del 1200, con conseguente vittoria del comune fiorentino, alle vicende tra Guelfi e Ghibellini, al respingimento delle milizie viscontee nel 1397 (episodio che rivive ogni anno nella rievocazione della Fiera di Settembre), fino al ritorno dei Medici a Firenze, Signa è sempre stata al centro della vita economica e culturale della provincia fiorentina, mantenendo nei secoli autonomia amministrativa e statutaria – a testimonianza della sua importanza – fino alla riforma introdotta dal Granduca Pietro Leopoldo negli anna Settanta del XVIII secolo, quando Signa perse la sua indipendenza, venendo accorpata alla comunità di Campi. Del resto la soppressione dell’amministrazione signese non riuscì certo a cancellare il sentimento di forte identità sedimentato nell’animo dei suoi cittadini, ma servì anzi a rafforzarlo: ne è testimonianza la sua breve durata, dal 1774 fin solo al 1808, quando nella Toscana annessa all’impero napoleonico Signa tornò ad essere sede di un’amministrazione autonoma.

Le tracce di questa storia ricca di suggestioni e rimandi religiosi e politici, è tutta scolpita nella città di Signa, a cominciare dal suo Castello, fino alle Chiese e alle Pievi – S.Maria, San Lorenzo, San Giovanni - con i loro patrimoni artistici pittorici e architettonici, che in ogni stagione, in varie epoche dell’anno, tornano ad essere protagonisti nelle celebrazioni delle vicende storiche cittadine, regalando emozioni ad abitanti e turisti che, sempre più numerosi, si dirigono verso questa località poco distante dagli itinerari turistici classici della capitale fiorentina.

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Comune di Signa
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