I tabernacoli

 

Il sentimento di profonda devozione che aveva dato origine al culto della Beata Giovanna, ancora nel Quattrocento era visibile per le vie stesse dell’abitato di Signa, nei numerosi tabernacoli che ornavano le pareti o gli angoli delle abitazioni che si affacciavano lungo le strade più frequentate.

Il più grande di quelli rimastici è del Maestro di Signa, dipinto intorno alla metà del Quattrocento sullo spigolo di una casa situata lungo la strada che univa il Castello all’abitato di San Miniato. Esso raffigurava la Madonna in trono col Bambino circondata da angeli e omaggiata da San Miniato e San Giovanni Battista, titolari delle chiese vicine. Attualmente è collocato nella Chiesa di San Lorenzo, dopo il restauro avvenuto nel 1995.

La stessa scena della Madonna in trono col Bambino e santi si ripeteva nel tabernacolo affrescato da Domenico di Michelino, seguace dell’Angelico, in una nicchia situata lungo via dell’Edera, ed è anch’esso databile intorno al 1465.

Sempre l’incrocio con via dell’Edera e via de’ Berti era invece visibile un altro grande tabernacolo, oggi purtroppo ridotto alla sola sinopia, affrescato alla fine del Quattrocento, raffigurante anch’esso la Madonna col Bambino in trono fiancheggiata da due santi.