Giovan Camillo Ciabilli

(Signa 1675 – Firenze 1746). E’ stato un pittore italiano.

 

Biografia

Originario di Signa, il Ciabilli in giovane età inizia a frequentare l'ambiente della cultura scientifica fiorentina, apprende la matematica presso Vincenzo Viviani, discepolo di Galileo, e si appresta a studi di ingegneria e architettura civile e militare. L'incontro con Simone Pignoni, che scopre in lui il talento dell'artista e che diventa il suo maestro, segna l'inizio della sua carriera di pittore, piuttosto intensa a giudicare dal numero di opere documentate, anche se poche sono quelle ancora esistenti.

Nelle opere giovanili - i "pendants" in Santa Maria Novella (1693) e la Semiramide al Museo Stibbert (1695-1700) - il modo di modulare l'ombra intorno alle figure riecheggia fortemente lo stile del Pignoni, che fino alla morte rimane il suo primario punto di riferimento. Caratteristiche, invece, del suo stile personale, sia nelle prime opere che in quelle più tarde, sono la levigatezza lucente dei volti, la conformazione ossuta delle mani, il modo complesso ma elegante con cui è solito panneggiare le vesti.

Nel 1706 gli viene affidata la decorazione della cappella di Sant'Anastasio nella chiesa di San Frediano in Cestello, per la quale realizza una pala d'altare con il Martirio di Sant'Anastasio e un ciclo di affreschi che comprende: la raffigurazione della Gloria del santo; due episodi relativi al culto delle immagini e delle reliquie dei santi; e le immagini di quattro Virtù. Di poco successivo è l'Autoritratto degli Uffizi, databile intorno al 1710.
Le uniche altre opere sopravvissute del Ciabilli al momento identificate sono: una serie di quattro tele nella sagrestia di S. Maria Novella - raffiguranti l'Arcangelo Gabriele e l'Annunziata, San Domenico di Guzman e San Tommaso d'Aquino - databili al 1693, e due "pendant" con le figure di San Niccolò Vescovo e Sant'Antonio Abate firmate e datate 1737, ancora nella chiesa fiorentina di San Niccolò del Ceppo. Tele permeate da un intenso sentimento religioso e caratterizate da una tenue e sobria policromia.

Bibliografia

  • MATTEOLI Anna, “Per Giovanni Camillo Ciabilli: un catalogo delle opere e note documentarie” “Rivista d'arte”, XLI, 1989, Serie 4, 5, pp. 113-151.
  • Bio.: G. Degli Azzi, TB, 1912; D. Frosini, DBI, 1981; R. Spinelli, '600, 1989.
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