Stefano Turini

Studia a Firenze presso L’Istituto Statale d’Arte e in seguito presso l’Accademia di Belle Arti. Nel 1978 è premiato presso il Villaggio Scolastico Artigiano di Signa per il “PREMIO GIUSEPPE SANTELLI PER LA SCULTURA”.

Inizia ad esporre fin dai primi anni ottanta prevalentemente con la pittura su tela e su carta per passare dopo alla realizzazione di installazioni che prevedevano, spesso, frammenti pittorici. In seguito realizza sculture in terracotta policroma e alcuni bassorilievi di bronzo (che alcune volte erano inserite nelle installazioni).

Dalla metà degli anni settanta s’interessa all’arte dei malati mentali. Collabora per molti anni alla gestione dell’atelier “La Tinaia” all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Firenze e, recentemente apre un laboratorio artistico presso il centro di salute mentale del quartiere 3 sempre a Firenze. Le sue esperienze didattiche si estendono anche verso la scuola elementare, la materna e il nido dove all’interno di un progetto coordinato da Lara Vinca Masini ha proposto la pittura contemporanea ai bambini.

Fra le opere più significative si ricordano brevemente “La stanza del bambino”, un’installazione composta di giocattoli gonfiabili dipinti di blu che galleggiavano sulla fanghiglia di marmo (marmettola) all’interno di una cava di marmo a Colonnata di Carrara sulle Alpi Apuane. Nel 2000 alla Fortezza Da Basso di Firenze realizza l’opera “Contro la pena di morte”dove sopra una grata di ferro faceva fondere alcune lastre di piombo. Sono sempre dello stesso anno le tre grandi “Foglie” (circa tre metri) che ha appeso in una delle stanze della “Barbagianni, una casa per l’Arte” nell’ambito della sua mostra “Dolcissimi Frutti”. Da alcuni anni la sua produzione comprende anche libri d’artista e più recentemente gioielli.

Bibliografia

Le notizie riguardanti il Villaggio Scolastico Artigiano di Signa sono riprese dalla Raccolta 1945-1986 del quotidiano “LA NAZIONE, di proprietà della Fondazione del Villaggio.

 

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