Ettore Allodoli

 Firenze, 6 febbraio 1882 - Firenze, il 26 maggio 1960.

Biografia

Compie studi classici (bello il ricordo di Salvemini, suo professore di storia al liceo Galileo) e consegue la laurea in lettere nel 1905, presso il R. Istituto di Studi superiori di Firenze, con una tesi su Giovanni Milton.

Svolge l’attività d’insegnamento in varie scuole del paese, fino ad approdare definitivamente nella sua città natale, nel 1927. Lì ottiene, dal 1940, l’insegnamento della letteratura italiana presso la facoltà di architettura dell’Università.

E’ membro di numerose accademie, di giurie di premi letterari e di istituti di cultura, come il Centro Nazionale di Studi sul Rinascimento, per il cui organo, “La Rinascita”, svolgerà l’attività di redattore capo. Ha presieduto numerose volte la Giuria del Premio “Giuseppe Santelli” di pittura e scultura che si svolgeva presso il Villaggio Scolastico Artigiano di Signa.

Nel 1939 viene anche insignito del titolo di Accademico d’Italia.

Studioso di grammatica e di linguistica, produce, a partire dagli anni giovanili, scritti, saggi critici e articoli su numerosi periodici italiani, tra cui la Grammatica degli Italiani composta, nel 1934, in collaborazione con Ciro Trabalza e il Vocabolario della lingua italiana, compilato nel 1947,insieme ad Alberto Albertoni.

Le sue carte, molte delle quali rimaste inedite, testimoniano, inoltre, un’intensa attività di saggista, curatore, traduttore e trascrittore di opere letterarie (John Keats e l’Italia (1904), il Decameron (1925), Monti (1928), L’asta di cristallo (1953), La guerra dei topi e delle rane (1954), di curatore di antologie e di scritti per la scuola (Pagine classiche (1936), Storia della letteratura italiana (1953), pubblicata anche postuma nel 1963, in un’edizione ampliata e riveduta…), di elzevirista nelle pagine culturali dei quotidiani, di conferenziere su temi letterari e storici.

Ultima, ma solo in ordine di citazione, la sua produzione d’invenzione in prosa, articolata in romanzi, racconti e biografie di personaggi storici (tra cui Il Domatore di Pulci (1920), Novelle morali e Amici di casa (1923), Giovanni dalle Bande Nere (1927), Ferruccio (1928), La lunga giornata (1957), più tarda silloge di novelle, racconti e ricordi, come recita il sottotitolo).

L’amicizia con Giovanni Papini, nata nel periodo dei giochi dell’infanzia, ricordata molte volte come costante impulso allo studio e allo scrivere, attraverserà il corso dell’esistenza dello scrittore e li vedrà, sino dagli anni giovanili, collaborare a una serie di riviste manoscritte a quattro mani, della fine degli anni ‘60 : “La Rivista”, “Sapientia”, “Il Giglio”, primi esperimenti nel terreno del giornalismo letterario.

Bibliografia

FONDO ETTORE ALLODOLI, “Inventario sintetico” a cura di Benedetta Costanza Tesi, 2000

In detto Fondo sono conservate 12 lettere di corrispondenza con il Villaggio Scolastico Artigiano di Signa.