Enrico Albertosi

Enrico Albertosi (Pontremoli, 2 novembre 1939) è un ex calciatore italiano, di ruolo portiere. Campione europeo nel 1968 e vice-campione mondiale nel 1970 con la Nazionale italiana.

Carriera

Club

Iniziò a giocare nella squadra del suo paese, a Pontremoli. Fu il padre che giocava nella Pontremolese, quando ancora era bambino, a metterlo in porta nel campo sportivo di Verdeno tra il primo e il secondo tempo.

Esordì in prima squadra a 15 anni per sostituire il portiere titolare Gregoratto, imbarcatosi perché marinaio[1]. Poi fu chiamato dallo Spezia; il padre non voleva mandarlo perché voleva fargli finire gli studi. Ma fu la madre a convincerlo e a mandarlo a La Spezia dove crebbe calcisticamente tra i dilettanti e rimase fino al 1958 dopo aver debuttato in prima squadra in casa, allo stadio Alberto Picco, contro una società che fu grande: la Novese.

Nel 1958 fu acquistato dalla Fiorentina. Esordì in Serie A nel campionato 1958-1959, il 18 gennaio in AS Roma-Fiorentina 0-0, anche se i primi cinque campionati in viola li trascorse come riserva di Giuliano Sarti, giocando in totale solo 30 partite. Con il trasferimento di Sarti all'Inter divenne titolare e tale rimase per altre cinque stagioni, fino al 1968, quando lasciò la squadra viola per trasferirsi al Cagliari.

Con la Fiorentina vinse due Coppe Italia (1960-1961 e 1965-1966), nonché la prima edizione della Coppa delle Coppe (1960-1961, cui la Fiorentina aveva partecipato quale finalista dell'edizione di Coppa Italia 1959-1960, causa rinuncia della Juventus).

Il trasferimento al Cagliari avvenne proprio alla vigilia della stagione che avrebbe visto la Fiorentina vincere lo scudetto (1968-1969); Albertosi tuttavia divenne campione d'Italia con la squadra sarda nel 1970, stabilendo nell'occasione il record del minor numero di reti subìte in un campionato a 16 squadre (11 gol). Rimase poi al Cagliari altre quattro stagioni, prima di venir ceduto al Milan.

Nelle sei stagioni trascorse a Milano vinse la sua terza Coppa Italia (1976-1977) e, soprattutto, il suo secondo scudetto (1978-1979) che per il Milan fu decimo, quello della stella. Rimase coinvolto nel famoso scandalo cosiddetto del “calcio scommesse” del 1980, a seguito del quale numerosi calciatori ricevettero squalifiche, anche pesanti: dopo 532 partite in serie A fu squalificato per due anni a decorrere dal 30 aprile 1980 (e il Milan fu condannato alla retrocessione in Serie B). Disputò la sua ultima partita in serie A il 10 febbraio 1980 a San Siro contro il Perugia, all'età di 40 anni, 3 mesi e 8 giorni.

Scontata la squalifica nel 1982, fu ingaggiato dalla squadra semiprofessionistica marchigiana dell'Elpidiense, con la quale giocò due campionati di serie C2 prima del definitivo ritiro avvenuto nel 1984 a quasi 45 anni.

Nazionale

Albertosi esordì in Nazionale quando ancora non era titolare fisso nella Fiorentina: il suo battesimo azzurro avvenne nello stadio di casa, a Firenze, il 15 giugno 1961 in Italia-Argentina 4-1. In questa partecipazione si trovò quindi a far parte della squadra sconfitta dalla Corea del Nord nella celebre partita (Italia-Corea del Nord 0-1) che costò l'eliminazione all'Italia.

Sopravvissuto al rinnovamento generale della squadra, fu convocato, ma dovette cedere - causa infortunio - la maglia da titolare a Dino Zoff durante la fase finale del campionato d'Europa del 1968 che si tenne in Italia e che gli Azzurri vinsero, ma fu nuovamente titolare nel corso del campionato mondiale di calcio 1970 in Messico, arrivando in finale e perdendo contro il Brasile 4-1, dopo aver difeso i pali nella famosa semifinale contro la Germania Ovest vinta per 4-3.

Per un paio d'anni ancora continuò l'alternanza tra i pali con Zoff; tale situazione durò per tutta la serie di incontri di qualificazione al campionato d'Europa del 1972, finché Valcareggi scelse definitivamente il portiere friulano come titolare. L'ultimo incontro di Albertosi in Nazionale fu giocato quasi esattamente undici anni dopo l'esordio il 21 giugno 1972, Bulgaria-Italia 1-1.

Dall'esordio in Nazionale A aveva tuttavia già giocato due partite nella Giovanile, nella quale aveva esordito il 2 novembre 1960.

Dopo l'esordio, avrebbe vestito nuovamente la maglia azzurra quattro anni dopo, nel corso degli ultimi incontri del girone di qualificazione al campionato mondiale di calcio 1966 e, successivamente, sarebbe stato titolare nella Nazionale che si recò in Inghilterra per la fase finale.

Dopo il ritiro

Collaborò nei primi anni 2000 con il Margine Coperta come supervisore per la preparazione dei portieri.

Il 27 maggio 2004 è stato colpito da una grave forma di tachicardia ventricolare dopo aver disputato una corsa di trotto all'ippodromo del Sesana a Firenze, riservata ai giornalisti. Dopo alcuni giorni di coma farmacologico indotto dai medici si è risvegliato, senza complicazioni gravi e successivamente si è ripreso completamente senza conseguenze dal punto di vista fisico.

 

Nel 1966 , per tutta la squadra della Fiorentina, fu premiato presso il Villaggio Scolastico di Signa come migliore Atleta dell’anno, come dimostra la foto sottostante:

 

 

 

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